Femminicidio a Messina, uccisa Daniela Zinnanti: l’ex ai domiciliari evade e la accoltella
12 Mar 2026 - cronaca, ultime notizie
Il braccialetto elettronico non era ancora stato installato. L’uomo, Santino Bonfiglio, 67 anni, ha confessato l’omicidio. La vittima aveva già denunciato le violenze.
Doveva arrivare proprio oggi il braccialetto elettronico disposto dal giudice insieme agli arresti domiciliari per Santino Bonfiglio, 67 anni, reo confesso dell’omicidio della sua ex compagna Daniela Zinnanti. Il dispositivo di controllo, previsto nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dopo la denuncia per lesioni presentata dalla donna il 5 febbraio scorso, non era però ancora disponibile al momento dell’esecuzione del provvedimento.
Bonfiglio, che si trovava agli arresti domiciliari, lunedì sera ha lasciato la sua abitazione violando le prescrizioni e ha raggiunto la casa della ex nel quartiere Lombardo di Messina. Qui, al termine di una violenta lite, l’avrebbe colpita con decine di coltellate.
Daniela Zinnanti, 50 anni, è stata uccisa con una quarantina di fendenti. Un delitto che i familiari definiscono «un femminicidio annunciato», maturato al termine di una relazione segnata da episodi di violenza. La donna lascia due figli avuti da una precedente relazione.
L’uomo era già stato denunciato dalla vittima per aggressione, minacce e violenza. Circa un mese fa Daniela Zinnanti era stata picchiata e ricoverata in ospedale con sette costole fratturate. In precedenza aveva presentato un’altra denuncia per maltrattamenti, poi ritirata.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia, Bonfiglio si sarebbe presentato a casa della ex con l’intenzione di parlare e chiarire la situazione legata alla seconda denuncia. La discussione sarebbe però degenerata fino al tragico epilogo.
Il legale dell’uomo, l’avvocato Oleg Traclo, ha riferito di aver trovato il proprio assistito «annichilito e scosso». Secondo la versione fornita dall’indagato, la donna si sarebbe fratturata le costole in precedenza a causa di una caduta dovuta all’abuso di alcol e non per le percosse ricevute.
A scoprire il corpo della vittima è stata la figlia di Daniela Zinnanti che, davanti alla scena, ha avuto un malore. La giovane, incinta di sette mesi, è stata trasportata in ospedale per accertamenti. Il cadavere è stato trovato nella notte, anche se l’omicidio potrebbe essere avvenuto il giorno precedente.
Gli agenti della Squadra Mobile hanno recuperato anche l’arma del delitto: un coltello rinvenuto vicino a un cassonetto dei rifiuti non lontano dall’abitazione della vittima.
Secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori, la relazione tra i due era da tempo tormentata, segnata da continui allontanamenti e riavvicinamenti.
«Come famiglia siamo disperati per la morte di mia sorella – ha raccontato Roberto Zinnanti, fratello della vittima –. Più volte io e i miei altri cinque fratelli le avevamo detto di lasciare quell’uomo violento. Dopo l’ultima denuncia e il ricovero in ospedale aveva deciso di chiudere definitivamente i rapporti con lui, ma non si dava per vinto. È stato un altro femminicidio annunciato».
Bonfiglio è in pensione e in passato svolgeva lavori saltuari come autista di mezzi pesanti. Daniela Zinnanti non lavorava e si prendeva cura della madre anziana.
In ricordo della vittima, un minuto di silenzio è stato osservato anche nell’Aula della Camera dei Deputati, su richiesta della deputata del Movimento 5 Stelle Gilda Sportiello, alla quale si è associata la deputata di Fratelli d’Italia Carolina Varchi.
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