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Il capitano Dario Maltese saluta il Gela: uno sfogo a cuore aperto tra l’amore dei tifosi e le “tempeste” societarie

22 Mag 2026 - sport, ultime notizie

Il capitano Dario Maltese saluta il Gela: uno sfogo a cuore aperto tra l’amore dei tifosi e le “tempeste” societarie

Un addio che non si limita alle classiche frasi di circostanza, ma che fotografa la realtà di un gruppo che, stando alle parole del numero otto, ha dovuto fare i conti con promesse non mantenute e pesanti criticità economiche.

Il campionato è andato in archivio, ma in casa Gela le onde lunghe di una stagione complessa continuano a farsi sentire. A scuotere l’ambiente biancazzurro è il lunghissimo post di addio – e di sfogo – pubblicato su Instagram dal capitano Dario Maltese. Il fantasista e leader della squadra ha salutato ufficialmente la piazza vuotando il sacco sulle enormi difficoltà extra-campo che lo spogliatoio ha dovuto affrontare in questi mesi, senza però nascondere il legame viscerale nato con la città.

Un addio che non si limita alle classiche frasi di circostanza, ma che fotografa la realtà di un gruppo che, stando alle parole del numero dieci, ha dovuto fare i conti con promesse non mantenute e pesanti criticità economiche.

Lo sfogo: “Mesi difficili e risposte sul campo”

Maltese ha voluto fare chiarezza su alcuni momenti di tensione o su qualche fraintendimento con la tifoseria, spiegando come il nervosismo fosse figlio di una situazione societaria a tratti ingestibile:

“Gela, sei stata amore e odio e credo che la cosa sia stata reciproca. Ma poi c’è un dato di fatto: abbiamo lottato insieme, voi fuori ed io dentro! Scusate se abbiamo avuto qualche malinteso, ma purtroppo i panni sporchi fino ad un certo punto si sono lavati in casa! Ma la frustrazione di determinate situazioni extra campo, mi hanno portato ad accumulare nervosismo! Perché come ben sapete alla fine della fiera alle parole dette noi gruppo squadra abbiamo associato i fatti. Scusate se certe volte sono sembrato apatico, arrogante, ma abbiamo vissuto mesi difficili, con criticità economiche da affrontare! Ed io capitano dei miei uomini, avevo il dovere di cercare soluzioni. Potrei stare giorni a scrivere pagine di cose spiacevoli accadute, ma certe cose rimangono private! Perché prima di tutto viene l’uomo, poi il resto. Ma signori miei non è stato facile”.

L’orgoglio della fascia e l’amore per i piccoli tifosi

Nonostante il retroscena amaro sulla gestione del club, l’affetto del calciatore verso la città e la maglia resta intatto. Maltese ha rimarcato l’orgoglio di aver guidato la squadra in un’annata così tempestosa, stringendo un legame speciale soprattutto con le nuove generazioni di tifosi:

“Il destino ha voluto che alla fine indossassi io quella fascia, che pesa a Gela, soprattutto in un’annata del genere, ma con orgoglio e rispetto l’ho onorata, dentro e fuori dal campo! Ho sempre immaginato, sognato, di scrivere nuove pagine di storia insieme! Ma purtroppo lo sport del calcio è costituito da tantissimi fattori, e non dipende dai singoli! Detto ciò… una cosa è certa, vi porterò nel mio cuore per sempre! E nonostante tutti i nonostante, grazie a voi mi sono sentito ‘apprezzato e amato’. L’idolo dei bambini, una cosa meravigliosa andare in giro per la città ed essere sempre inseguito dai bambini. Grazie”.

I ringraziamenti: lo spogliatoio “corazzato” e la solitudine societaria

Nelle battute finali del suo messaggio, il capitano ha voluto blindare idealmente il gruppo di lavoro che ha tirato la carretta fino all’ultimo minuto, lanciando un’ulteriore stoccata alla carenza di figure dirigenziali stabili, salvando un solo nome:

“Un abbraccio a tutti i piccoli tifosi, un abbraccio a tutta quella gente che domenica dopo domenica ci ha sostenuto, anche sotto la pioggia. Un abbraccio a tutti gli addetti ai lavori che ci hanno offerto amicizia, affetto e solidarietà nei momenti difficili, ed un pensiero particolare al nostro amico Franco… Al gruppo squadra, uomini che non smetterò mai di ringraziare, perché nelle difficoltà non si sono mai tirati indietro: scudo, corazza, elmetto e testa alta. Grazie anche a magazzinieri, staff tecnico e staff medico, che hanno vissuto le nostre stesse situazioni (tragiche). Grazie alla presenza costante dell’unica figura, Aurelio Lo Bianco, che ha cercato di trasmetterci un po’ di serenità e leggerezza quando vivevamo in mezzo alle tempeste, non abbandonando mai nessuno di noi! Ho amato Gela in tutte le sue sfaccettature. Il vostro capitano”.

Il post ha immediatamente scatenato le reazioni di tifosi, compagni di squadra e membri dello staff sul web. Un tributo che certifica come Maltese abbia lasciato il segno non solo per le sue giocate da fenomeno sul rettangolo verde, ma anche per la scelta di non abbandonare la nave durante la tempesta, nonostante le sirene di mercato arrivate a stagione in corso da club economicamente più solidi. Per il fantasista si chiude un capitolo, ma la chiosa finale lascia uno spiraglio aperto per il futuro: “Sono convinto che il nostro è un arrivederci, non potrà mai essere un addio”.