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Il cucciolo Asher salvato dai volontari di “Vita Randagia”, una storia a lieto fine

7 Mag 2026 - attualità, ultime notizie

Il cucciolo Asher salvato dai volontari di “Vita Randagia”, una storia a lieto fine

Il cane era stato abbandonato in piena campagna e sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco di Mazzarino

Quella di Asher è una di speranza, forza e determinazione. A raccontarla è Giulia Cassaro, storica volontaria e animalista, che attraverso un commuovente post su Facebook ha commosso il web. E’ la storia di un cucciolo di rottweiler abbandonato in aperta campagna. Dopo la segnalazione è scattata la ricerca. “A volte il cuore ti si strappa dal petto e non sai come rimetterlo a posto. Stanotte quel vuoto era ovunque: nel buio e nel silenzio di chi è stato lasciato solo, ferito e senza difesa.” – si legge nel post dell’attivista. Insieme ai compagni di avventura Diego, Denise e Roberto ha cercato il cucciolo per diverse ore nel pieno della notte, senza sosta “sapendo che ogni minuto conta”. “Poi, stamattina, il miracolo – scrive ancora Giulia – un’ombra incerta che si muoveva in lontananza. In quel secondo il cuore è tornato a battere. È vivo.” Quella di Asher è una storia di solidarietà pura, di quella che nasce dal cuore e fa sporcare le mani. Il cucciolo ha trovato sulla sua strada una catena umana straordinaria. Dalla segnalazione della volontaria Sonia al recupero a cui hanno contribuito anche ​i Vigili del Fuoco di Mazzarino con “dedizione e un’umanità che restano impresse nell’anima.” L’amico a quattro zampe, poi, è stato portato dal ​dottor. Massimiliano Messina, che lo ha accolto e visitato con una cura infinita. Giulia, spiega anche la scelta del nome: “Asher significa fortunato, benedetto. Perché sopravvivere all’abbandono e alla notte è una benedizione che dobbiamo onorare.” Poi si rivolge direttamente al piccolo amico a quattro zampe e lo invita a non mollare: “Piccolo mio, ora devi solo essere forte. Solo un altro po’. Abbiamo lottato per trovarti , ora aiutaci a darti il futuro che meriti.” Il piccolo Asher adesso è in cura ma la strada verso la guarigione è una lunga salita ripida e costosa. Per questo l’associazione chiede sostegno. “Abbiamo bisogno che questo miracolo diventi una responsabilità collettiva – conclude Giulia – ogni piccolo gesto è un pezzetto di vita.” Sulle pagine social dell’associazione “Vita Randagia” è possibile reperire informazioni utili per donazioni e sostegni.