Ispezione della Camera Penale al carcere di Gela: struttura in buono stato, pesa il sovraffollamento
28 Ago 2026 - attualità

Portare l’attenzione sui diritti dei detenuti e toccare con mano le reali condizioni della restrizione all’interno dei presidi penitenziari. Con questo spirito la Camera Penale “Eschilo” di Gela, guidata dal presidente Angelo Gaccione, ha aderito all’iniziativa nazionale dell’Unione Camere Penali Italiane “Ristretti in Agosto”, promuovendo il 26 agosto una visita ispettiva presso la casa circondariale di contrada Balate. Alla delegazione — composta dal direttivo forense, da esponenti dell’Aiga con il presidente Pierangelo Vasile e dai vertici dell’Ordine degli Avvocati — si sono uniti la senatrice Ketty Damante, il senatore Pietro Lorefice, la deputata regionale Rosa Cirrone Cipolla e l’assessore comunale Simone Morgana in rappresentanza del sindaco Terenziano Di Stefano, affiancati dal personale dell’istituto e dal parroco Don Raimondo Giammusso.
L’ispezione al presidio gelese ha evidenziato luci e ombre. Sul piano strutturale, l’istituto presenta buone condizioni generali grazie ad alcuni interventi migliorativi effettuati di recente: dalla climatizzazione della sala colloqui all’installazione di quattro cabine telefoniche (una per sezione), fino al ripristino dell’ascensore portavivande e all’allestimento di una nuova biblioteca solidale. Restano tuttavia aperte criticità rilevanti che rispecchiano l’emergenza nazionale fotografata dal XXII Rapporto Antigone. A contrada Balate sono infatti presenti 80 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 46 posti, con un tasso di affollamento che sfiora il 174%. A questo si aggiunge la carenza d’organico della Polizia penitenziaria, che conta 40 agenti in servizio rispetto ai 52 previsti.
Tra i nodi emersi durante il confronto con la direzione figurano la necessità di spazi da destinare a corsi di formazione e al lavoro carcerario, oltre all’esigenza di potenziare l’apporto delle associazioni di volontariato. I rappresentanti delle istituzioni hanno inoltre concordato sull’opportunità di sollecitare un servizio di trasporto pubblico per collegare la stazione ferroviaria con la struttura penitenziaria nei giorni di colloquio e sull’urgenza di garantire l’accesso all’acqua potabile da parte dell’amministrazione penitenziaria, evitando che il consumo d’acqua confezionata gravi esclusivamente sulle tasche dei ristretti.
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