Notizie

Syrtaria, la sartoria siciliana che racconta il territorio

24 Lug 2026 - cultura e spettacolo

Syrtaria, la sartoria siciliana che racconta il territorio

Una passione nata da bambina, osservando le sarte al lavoro, e diventata molti anni dopo un progetto capace di portare l’identità siciliana oltre i confini dell’Isola. È la storia di Maria Claudia Schembari, ideatrice e fondatrice di “Syrtaria – L’arte del cucito”, marchio nato nel 2019 e recentemente selezionato, dopo la partecipazione alla “Sicily Fashion Week”, per la
“Düsseldorf Fashion Days” che si terrà il 25 luglio nella città tedesca. Nel corso dell’intervista, Maria Claudia ripercorre l’origine di un sogno coltivato fin dall’infanzia. Cresciuta a Milano, trascorreva le estati a Ragusa, a casa dei nonni. Al piano superiore due donne gestivano una sartoria. «Vedevo arrivare signore eleganti e rimanevo incantata. Andavo da loro e sognavo di diventare anch’io una sarta», racconta. Ma quel sogno è rimasto a lungo nel cassetto; la vita l’ha condotta infatti verso altri percorsi, compresa la gestione per quasi vent’anni di un’attività multimarca. Poi la svolta: «A un certo punto è scattata una molla. Mi sono detta che era arrivato il momento di fare qualcosa per me». Da qui nasce Syrtaria, oggi sostenuto da un team femminile nel quale sono coinvolte anche le figlie della fondatrice. Un marchio che non parla di collezioni, ma di creazioni, perché ogni capo viene pensato per durare nel tempo e sottrarsi alla logica della moda veloce. «Quando si acquista un capo sartoriale si acquista qualcosa che non ha scadenza. È un capo senza tempo». Al centro del progetto c’è il Made in Sicily, inteso non come semplice richiamo estetico, ma come espressione autentica di cultura, memoria e manifattura. Ortigia, sede del laboratorio-boutique, diventa una fonte continua di ispirazione, insieme ai simboli dell’Isola: il fico d’India, le teste di moro, le maioliche e l’Opera dei Pupi. «Vogliamo raccontare l’essenza siciliana senza ostentare: una Sicilia creativa, gioiosa, elegante e sobria». Trasformare l’artigianato in impresa richiede determinazione. «Servono sacrifici, rinunce e una grande dedizione. Non bisogna mai sentirsi arrivati», sottolinea Claudia, ricordando quanto sia difficile per una realtà siciliana ottenere riconoscimento nel proprio territorio più che
all’estero, dove il Made in Sicily è più valorizzato e apprezzato. La selezione per Düsseldorf rappresenta quindi un traguardo importante, ma soprattutto la conferma che il sapere artigianale siciliano può dialogare con il mondo. «Da un pezzo di stoffa nasce una creazione e, quando viene indossata, questa, prende anima».