Un anno senza Pippo Baudo: il ricordo del demiurgo della televisione italiana
16 Ago 2026 - attualità, cultura e spettacolo, ultime notizie

A un anno dalla scomparsa, avvenuta a Roma il 16 agosto 2025 all’età di 89 anni, l’Italia ricorda Pippo Baudo, una delle figure più emblematiche e influenti della storia dello spettacolo e della cultura popolare del Paese. Con oltre sei decenni di carriera alle spalle, Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo non è stato un semplice conduttore o presentatore, ma un vero e proprio architetto del piccolo schermo, un demiurgo capace di plasmare, rinnovare e dirigere i ritmi e i linguaggi del varietà dal dopoguerra al nuovo millennio.Nato il 7 giugno 1936 a Militello in Val di Catania, Baudo ha sempre portato con sé il legame profondo e viscerale con la propria terra d’origine. Laureato in Giurisprudenza a Catania dopo una tesi discussa all’alba – reduce dalla conduzione di un concorso di bellezza la sera prima –, capì ben presto che la sua strada non sarebbe stata l’avvocatura, bensì il palco, il pianoforte e la parola.Il debutto nella storia della televisione arrivò nel 1966 con una fortunata coincidenza: il mancato arrivo di una puntata della serie “Rin Tin Tin” costrinse la Rai a mandare in onda il pilot di “Settevoci”, trasmissione ritenuta fino ad allora intrasmissibile. Fu un successo travolgente che segnò l’inizio di una parabola artistica ineguagliabile.Pippo Baudo ha legato il suo nome alle produzioni più prestigiose della Rai, da “Canzonissima” a “Fantastico”, fino a “Domenica In” e “Serata d’onore”. Un capitolo a parte merita il suo legame indissolubile con il Festival di Sanremo, guidato per ben tredici edizioni – record assoluto nella storia della kermesse – e trasformato sotto la sua direzione in un grandioso show di costume, musica e grandi ospiti internazionali. Tra i quattro “moschettieri” della tv italiana – insieme a Mike Bongiorno, Corrado ed Enzo Tortora – Baudo è stato il più longevo artisticamente, capace di attraversare le epoche conservando uno stile inconfondibile, fatto di garbo, controllo maniacale della diretta, professionalità e ironia. Oltre che conduttore e autore, è stato uno dei più straordinari talent scout della cultura dello spettacolo italiano. A lui si deve la prima vera ribalta di talenti straordinari come Lorella Cuccarini, Heather Parisi, Laura Pausini, Giorgia, Michelle Hunziker, Barbara D’Urso, fino a grandi volti della comicità e della recitazione come Beppe Grillo, Nino Frassica e Sabrina Ferilli.Dalle grandi serate del sabato sera alle produzioni culturali e storiche come “Novecento” e “Centocinquanta”, Baudo ha incarnato un’idea di televisione capace di intrattenere il pubblico con rispetto ed eleganza. A un anno dalla sua scomparsa, il suo stile e la sua visione restano un punto di riferimento insuperato nella storia del servizio pubblico e dell’immaginario collettivo italiano.
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