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Accordo fatto tra Asp e Università di Catania: Forza Italia e Scuvera plaudono alla svolta per gli specializzandi

12 Ott 2026 - attualità

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La vertenza per il rilancio dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela e della sanità nella provincia di Caltanissetta passa dalla firma del protocollo d’intesa tra l’Asp e l’Università degli Studi di Catania. L’accordo, sottoscritto dal direttore generale dell’Asp Salvatore Ficarra e dal rettore dell’Ateneo catanese Enrico Foti, punta ad allargare l’accreditamento della rete formativa universitaria a tutti i presidi ospedalieri del territorio e all’interezza dei reparti, coinvolgendo le strutture di Gela, Caltanissetta, Niscemi, Mazzarino, San Cataldo e Mussomeli.

L’intesa raccoglie il plauso della classe politica locale e regionale, a cominciare dalla delegazione di Forza Italia di Gela composta dal segretario cittadino Vincenzo Cirignotta, dal capogruppo consiliare Antonino Biundo e dalla parlamentare regionale Rosetta Cirrone Cipolla, che rivendica la bontà della proposta avanzata lo scorso 6 agosto a Palermo durante il confronto con l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso. Secondo gli esponenti azzurri, l’inserimento del Vittorio Emanuele nella rete formativa rappresenta lo strumento ideale per rendere il presidio più attrattivo nei confronti dei giovani medici, favorendo il superamento della cronica carenza di personale e garantendo standard di cura più elevati per i cittadini.

Sulla stessa lunghezza d’onda si posiziona il deputato regionale di Fratelli d’Italia Totò Scuvera, il quale evidenzia come la nuova intesa costituisca la naturale evoluzione di un percorso virtuoso già collaudato con successo nel reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale gelese. Scuvera sottolinea l’importanza del lavoro sinergico portato avanti dal governo regionale guidato da Renato Schifani e dall’assessorato alla Salute, rimarcando come la presenza degli specializzandi, nel pieno rispetto dei ruoli e delle responsabilità formative, rappresenti un supporto fondamentale per sostenere l’attività quotidiana dei reparti e gettare le basi per i futuri reclutamenti di personale medico. Entrambe le forze politiche concordano nel mantenere alta l’attenzione sui successivi atti attuativi, affinché il protocollo si traduca rapidamente in benefici tangibili per l’organizzazione sanitaria locale.