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“Gioia Mia”, c’è un po’ di Gela nel film della siciliana Margherita Spampinato. Altamore: “Segnale importante, va coinvolta con un’iniziativa”

11 Mag 2026 - attualità

“Gioia Mia”, c’è un po’ di Gela nel film della siciliana Margherita Spampinato. Altamore: “Segnale importante, va coinvolta con un’iniziativa”

La regista esordiente ha voluto omaggiare la città assegnando a una dei protagonisti il nome “Gela”

Quello che la regista palermitana, con radici ragusane, Margherita Spampinato ha voluto regalare alla città di Gela è più che un omaggio. Vincitrice del David di Donatello come regista emergente, ha scritto e diretto “Gioia mia” che racconta un’intensa storia ambientata in Sicilia, capace di narrare un’isola contemporanea e allo stesso tempo tradizionale. E’ proprio a una coprotagonista che la giovane regista ragusana ha assegnato il nome “Gela”, un’anziana donna che si ritrova a trascorrere l’estate con il nipote Nico, un ragazzino cresciuto in un mondo iperconnesso. “Zia Gela” è una donna ben distante dalla realtà dei social, di internet e dei videogiochi. Vive da sola in un antico palazzo siciliano dove non esistono “comodità moderne”, è devota ai rituali religiosi, crede alle superstizioni e diffida tutto ciò che è “nuovo”. Lo scontro tra i due appare inevitabile, uno scambio generazionale tra due mondi incapaci di capirsi e di parlarsi. Gela è interpretata magistralmente da Aurora Quattrocchi, vincitrice del David di Donatello come migliore attrice protagonista. In più occasioni la regista siciliana ha parlato con orgoglio della sua sicilianità. “Il film è completamente ispirato ai cugini di mia nonna, alle loro amiche, anche a mia mamma stessa. – spiega al quotidiano “La Sicilia” – La Sicilia è proprio nei ricordi e attinge solo a cose realmente accadute e a personaggi esistenti, come Gela.” Si deduce che la sceneggiatrice abbia conservato, in passato, legami con la città del golfo. Nella stessa intervista, infatti, parla delle visite a Ragusa dal nonno Peppino e dalla nonna Giorgia. E’ plausibile che la regista si sia più volte recata a Gela, insieme ai nonni, per fare visita a qualche altro parente o per godersi una giornata di mare. Un legame cosi forte da spingerla a dare il nome della città a un suo protagonista chiave del film che è già un successo. Da qui nasce la proposta dell’ex assessora alla cultura Viviana Altamore: “Fa piacere sapere che il film coinvolga direttamente la nostra città. – ha scritto in un post su Facebook – Sarebbe auspicabile invitare regista e attrice nella nostra città, magari in occasione della proiezione al cinema del film. Sarebbe bello – continua l’avvocata – “utilizzare” la popolarità del film per organizzare un incontro /dibattito sul legame tra la Sicilia e la cinematografia, che possa lasciare un’impronta duratura, di interesse culturale per il nostro territorio”. Una proposta che è stata molto apprezzata dagli utenti del web che hanno applaudito all’intuizione dell’ex amministratrice della giunta Di Stefano, dimessasi a febbraio dello scorso anno.