Esami diagnostici e costi del privato, il caso: le attese fino al 2028 negano il diritto alla salute
13 Ott 2026 - attualità

Le criticità della sanità pubblica nel territorio nisseno e nelle aree limitrofe tornano a esplodere attraverso la denuncia di una famiglia di Gela, trovatasi di fronte a tempi di attesa sconcertanti per l’accesso a un esame diagnostico. Alla richiesta di prenotazione per una colonscopia tramite il Centro unico di prenotazione dell’Asp di Caltanissetta, l’utente si è sentito indicare come prima data utile il mese di ottobre 2027, con un’attesa calcolata in due anni. Cercando un’alternativa presso la vicina Asp di Ragusa, dopo una lunga attesa telefonica, la risposta è risultata ancora più penalizzante, con uno slittamento della prima disponibilità a ottobre 2028.
L’unica opzione prospettata per aggirare i tempi di attesa biblici e ottenere l’accertamento in tempi utili per la salute è il ricorso alle prestazioni intramoenia o private, con costi pari a 262 euro a Caltanissetta e 252 euro a Ragusa. Questa dinamica ripropone in tutta la sua gravità il tema dell’iniquità nell’accesso alle cure in un comprensorio, come quello gelese, già segnato dai depotenziamenti dell’ospedale Vittorio Emanuele e dalle croniche carenze di personale medico. Per le fasce di popolazione più fragili, tra cui pensionati, disoccupati e nuclei familiari a basso reddito, il costo richiesto per l’esame privato risulta del tutto insostenibile, trasformando di fatto un accertamento fondamentale in un privilegio economico.
La vicenda ha riacceso l’a protesta cittadina nei confronti delle ‘indignazione: alle istituzioni sanitarie regionali e locali si chiedono interventi immediati e non più rinviabili per abbattere i tempi d’attesa e ripristinare standard di assistenza dignitosi. “La prevenzione e la tutela della salute devono rimanere un diritto garantito a tutti e non una prestazione accessibile solo a chi può permettersi di pagare”.
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