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Il caso della colonscopia urgente negata finisce al Ministero della Salute: donna costretta a ricorrere alla prestazione a pagamento

14 Ott 2026 - Uncategorized

Non trova sbocco la vicenda della paziente gelese a cui è stata prescritto un esame diagnostico urgente per la prevenzione dei tumori del colon, a seguito di uno screening con esito positivo al sangue occulto. Nonostante il medico di medicina generale abbia provveduto a riemettere l’impegnativa aggiornando la classe di priorità alla sigla B, che impone l’esecuzione della prestazione entro un termine massimo di 10 giorni, il centro unico di prenotazione dell’Asp di Caltanissetta ha continuato a confermare l’impossibilità di fissare l’appuntamento prima di 12 mesi.

La famiglia della donna ha tentato di percorrere le vie istituzionali per fare valere i propri diritti, contattando direttamente la segreteria del Ministero della Salute a Roma, dove un delegato ha confermato la gravita dell’irregolarità procedurale riscontrata nella gestione delle agende d’attesa locali. Nonostante le rassicurazioni e i tentativi di sbloccare la pratica attraverso gli uffici preposti, la totale assenza di garanzie sui tempi e il continuo rimpallo di responsabilità tra il personale dei vari reparti del presidio ospedaliero Vittorio Emanuele hanno spinto la famiglia a rinunciare alla prestazione attraverso il servizio sanitario nazionale.

Per ragioni di tutela della salute e di fronte al rischio legato al ritardo diagnostico, i familiari hanno dovuto optare per l’esecuzione della colonscopia in regime privato e a pagamento, sostenendo interamente i costi dell’esame. Il figlio della paziente ha affidato ai nostri canali una dura riflessione sull’amarezza di una sconfitta che riguarda l’intero sistema sanitario pubblico, sottolineando come la necessita di pagare per ottenere cure tempestive trasformi i cittadini fragili in vittime di un meccanismo contorto e chiedendo verifiche rigorose sui criteri con cui vengono gestite e saturate le liste d’attesa nell’area sud della provincia.