Il caso Timpazzo e le reazioni della politica: accuse dall’opposizione e dubbi sulla vigilanza pubblica
29 Mag 2026 - politica, ultime notizie
L’inchiesta della DDA di Caltanissetta sulla gestione dei rifiuti a Timpazzo ha scatenato le reazioni politiche
Non si placano le reazioni della politica dopo il terremoto giudiziario sulla discarica di Timpazzo. Con gli interrogatori preventivi dei cinque vertici societari ormai alle porte, il fronte politico si spacca sulla gestione del sistema dei rifiuti.
A muoversi per primo è il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, che annuncia di aver già contattato il presidente della Srr4: “C’è massima fiducia nei magistrati” – spiega il primo cittadino – “ma serve subito un’assemblea dei sindaci per fare piena chiarezza. I Comuni devono fare da guida e non possono stare lontani da questa governance”.
Dall’opposizione, il Partito Democratico alza il tiro e chiama in causa direttamente il governo regionale, parlando di evidenti responsabilità politiche del presidente Schifani e del cda della Srr per il deterioramento della credibilità del settore. Sulla stessa linea d’attacco si schiera la lista civica “Spazio Civico”, che definisce la Sicilia “ostaggio di un modello Schifani centralista e opaco”, auspicando che l’inchiesta segni la fine del monopolio delle discariche.
A frenare i facili populismi è invece l’ex sindaco Lucio Greco, che pur avendo avuto netti contrasti con il management, invoca equilibrio istituzionale contro i processi mediatici, ricordando però che la politica ha il dovere di vigilare sulla salute pubblica. Un richiamo alla responsabilità che arriva anche dal segretario del movimento “PeR”, Miguel Donegani, che lancia una stoccata ai partiti tradizionali: “Inutile fare a gara a chi prende più le distanze” – attacca Donegani – “i Comuni e i sindaci fanno parte di questo sistema: se nessuno ha mai visto nulla prima, c’è un evidente problema di vigilanza e controllo che non si può rimuovere per convenienza”.
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