“Luce”, la prima Ferrari totalmente elettrica: promossa o bocciata?
27 Mag 2026 - attualità, ultime notizie
Le azioni del gruppo Ferrari in apertura a Piazza Affari in calo del 7% chiudono con una perdita dell’8,37 %. Montezemolo: “Si rischia la distruzione di un mito, mi dispiace moltissimo. Spero che si tolga il Cavallino almeno da quella macchina”
Quattro motori elettrici, mille cavalli, quattro porte e cinque sedili, batteria con autonomia di 530 con energia di 122 kWh a 800 V, carrozzeria con design a forma di conchiglia disegnata da LoveFrom, di Jony Ive e Marc Newson, già matite di Steve Jobs alla Apple fin dagli anni novanta.
Questa è Ferrari “Luce”: la prima supercar totalmente elettrica prodotta dal colosso multinazionale di Maranello.
Il primo prototipo è stato svelato nella cornice della Vela di Calatrava a Roma e successivamente presentato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Palazzo del Quirinale alla presenza del Presidente John Elkann, del Vice Presidente Piero Ferrari e dell’AD del Gruppo Benedetto Vigna, oltre che mostrata anche a Papa Leone XIV in occasione di un’udienza a Castel Gandolfo svolta tra i dirigenti del Gruppo Ferrari e il Pontefice.
Ferrari “Luce”, come prevedibile, ha diviso nettamente il pubblico: lo scontro tra tradizionalisti e sostenitori dell’innovazione è stato inevitabile.
Il design lontano dai canoni stilistici tipici di Ferrari e caratterizzato da una silhouette a volume unico ribattezzata “glass house” ed ispirata alla forma di una conchiglia unita all’introduzione dei cinque posti ed al prezzo di partenza stabilito in 550 mila euro (superiore al prezzo di vendita dell’iconica Ferrari Testarossa fissato in 440 mila euro) hanno convito assai poco la maggioranza degli appassionati, creando peraltro degli squilibri anche sul mercato azionario di Ferrari che nel giorno della presentazione del nuovo modello ha registrato a Piazza Affari un calo della azioni del 7% e in chiusura una perdita dell’8,37% pari a circa 5 miliardi.
Non passano inosservate le critiche rivolte perfino dall’ex Presidente di Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo che non esita a dichiarare: “se dovessi dire quello che penso farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito, mi dispiace moltissimo. Spero che si tolga il Cavallino almeno da quella macchina”, aggiungendo: “Questa sicuramente è una macchina che almeno i cinesi non ci copieranno”
Decisamente diversa invece l’opinione dell’attuale Presidente John Elkann che mira ad infondere ottimismo, rilanciando la natura innovativa del recentissimo nuovo prodotto del marchio: “Ferrari Luce è un’auto del futuro, e unicamente Ferrari. Luce riafferma ciò che da sempre contraddistingue questa azienda: il coraggio di ridefinire i limiti del possibile”
Le polemiche sorte, a dispetto delle ragioni che depongono a favore dei tradizionalisti o dei sostenitori dell’innovazione, dimostrano certamente il profondo attaccamento degli italiani al Cavallino rampante, da sempre elemento di profondo rilievo culturale e storico per tutto lo Stivale.
L’augurio più grande è che “Luce” possa portare i suoi raggi a Maranello e in tutto il mondo per ricordare a chiunque che, anche in mezzo alla tempesta delle polemiche, Ferrari è l’Italia e l’Italia è la Ferrari.
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