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Mazzette e appalti truccati, blitz dell’Eppo: 7 misure cautelari tra politici, imprenditori e un carabiniere

14 Ott 2026 - Uncategorized

Un sistema collaudato di corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio e spartizione pilotata delle risorse comunitarie destinate all’accoglienza dei lavoratori stagionali è stato sgominato tra Siracusa e Catania dalla Digos, su mandato dei magistrati della Procura Europea (Eppo) Amelia Luise e Calogero Ferrara. L’operazione ha portato all’esecuzione di 7 misure cautelari nei confronti di esponenti della politica locale, funzionari amministrativi, imprenditori edili e un appartenente all’Arma dei Carabinieri. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per quest’ultimo, gli arresti domiciliari per altri due soggetti e la misura interdittiva del divieto per dodici mesi di esercitare attività d’impresa e di partecipare a bandi per contributi statali o comunitari nei confronti di 4 costruttori.

L’inchiesta è partita dai sospetti e dalle anomalie riscontrate nella gestione dei finanziamenti europei del Programma Operativo Nazionale “Legalità” FESR/FSE 2014-2020, erogati direttamente al Comune di Siracusa e impiegati per la realizzazione e il successivo ampliamento dell’ostello per i lavoratori migranti di Cassibile, struttura pensata per offrire un riparo ai braccianti impiegati nei campi della zona. L’ammontare dei fondi finiti sotto la lente d’ingrandimento supera 1,67 milioni di euro. Gli accertamenti della Polizia giudiziaria hanno ricostruito una fitta rete di relazioni illecite attorno all’intera filiera dell’opera pubblica, dall’assegnazione dei moduli abitativi alle forniture di attrezzature.

Secondo l’impianto accusatorio del gip, la gestione della funzione pubblica veniva sistematicamente piegata a logiche di scambio, elargizione di utilità economiche e consolidamento del consenso elettorale. Tra le prove raccolte figurano un “pizzino” con l’elenco delle imprese considerate “amiche” da favorire nelle commesse e conversazioni intercettate in cui si evidenziava come alcune ditte avessero ottenuto volumi di lavoro vicini al milione di euro in un solo anno. Nel registro degli indagati figurano, tra gli altri, l’appuntato capo Salvatore Strazzulla, ritenuto il tramite con il mondo politico, la consigliera comunale e vicepresidente del Consiglio di Siracusa Concetta Carbone e l’imprenditore Massimo Boscarino, raggiunti dai domiciliari, oltre ad altri quattro imprenditori colpiti dal divieto temporaneo di attività.