[Occhio Totò] – Serie D, Girone I: Il rumore fuori dal campo e la verità del campo
15 Apr 2026 - Rubriche
Il finale di stagione nel Girone I di Serie D si sta trasformando in un duello tanto avvincente quanto nervoso. A contendersi la vetta, appaiate punto su punto, sono Nissa e Savoia. Ma più che il campo, negli ultimi giorni, a prendersi la scena sono stati i social e le dichiarazioni dei rispettivi presidenti, protagonisti di una querelle che rischia di togliere lucidità proprio nel momento decisivo.
Da una parte, il presidente della Nissa Luca Giovannone ha scelto un tono apparentemente pacato, quasi distaccato, ma non privo di significati. Il suo messaggio alla Lega Nazionale Dilettanti, cioè l’invito a designare i migliori arbitri per le ultime tre gare, lascia intendere una certa inquietudine. Il riferimento, neanche troppo velato, è a episodi recenti, come il gol annullato al Lamezia contro il Savoia, che ha alimentato più di un dubbio.
Dall’altra parte, la replica del presidente del Savoia Nazario Matachione, è apparsa decisamente più accesa. Il suo intervento social tradisce nervosismo e la pressione tipica di un finale di campionato giocato sul filo dei dettagli. Le sue parole chiamano in causa il Gela, accusato implicitamente di un atteggiamento “leggero” nel derby nisseno e rievocano diversi episodi arbitrali ritenuti favorevoli alla Nissa nel corso della stagione.
Proprio qui si impone una riflessione più ampia. Il comportamento di entrambi i presidenti merita di essere stigmatizzato. In un momento così delicato, alimentare sospetti e insinuazioni non aiuta né le squadre né il campionato. Il rischio è quello di spostare l’attenzione dal campo, che resta e deve restare l’unico giudice credibile.
In questo contesto, è doveroso fare chiarezza anche sul ruolo del Gela. La formazione biancoazzurra, al suo primo anno in Serie D dopo le ben note vicissitudini societarie, dispone di una rosa tecnicamente superiore a entrambe le contendenti e soprattutto porta con sé valori che non dovrebbero mai essere messi in discussione: dignità, rispetto e coscienza sportiva.
I numeri parlano chiaro: il Gela ha raccolto meno punti proprio contro il Savoia (un pareggio all’andata e una sconfitta al ritorno in casa), mentre contro la Nissa il bilancio è di una vittoria e una sconfitta. Altro che partite “morbide” o atteggiamenti discutibili.
Se vogliamo davvero parlare di episodi, allora è giusto ricordarli tutti. Nella gara d’andata tra Gela e Nissa, ai padroni di casa è stato annullato un gol regolare a Dario Maltese per un presunto fuorigioco passivo, decisione che ha inciso sul risultato finale. Allo stesso modo, nel match di ritorno contro il Savoia, il Gela è stato penalizzato dopo appena cinque minuti per un evidente fallo in area non sanzionato: un rigore netto, che avrebbe comportato anche l’espulsione del difensore campano.

L'evidente fallo su Gigante in area non fischiato al Gela.
Alla fine, come spesso accade nel calcio, tutto si compensa. Gli episodi si bilanciano, le polemiche si dissolvono e resta solo ciò che viene costruito sul rettangolo verde.
Per questo, il consiglio ai due presidenti è semplice: abbassare i toni e lasciare che sia il campo a parlare. È lì che si decide tutto, senza filtri e senza interpretazioni.
Al Gela, invece, va un invito diverso ma altrettanto importante: crescere in fretta. La qualità c’è, il potenziale anche. Ma nella prossima stagione non si potrà più accettare un ruolo da spettatore già a marzo. Serve programmazione, ambizione e continuità.
Perché nel calcio, come nella vita, non basta avere ragione: bisogna dimostrarlo.

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