Pomodorini siciliani al centro dell’inchiesta di Brescia sulla salmonella: il nesso con i malori resta da accertare
12 Ott 2026 - cronaca

L’indagine aperta dalla Procura di Brescia sul focolaio di tossinfezione alimentare che ha provocato malori e ricoveri tra un centinaio di bambini nelle scuole dell’infanzia della Valtrompia procede con estremo rigore istruttorio. Il fascicolo d’inchiesta, aperto contro ignoti per lesioni colpose, punta a ricostruire l’origine dei disturbi accusati dagli alunni nei comuni di Gardone Val Trompia, Concesio e Sarezzo, a seguito degli esposti presentati da diverse famiglie.
Tra gli elementi al vaglio dei Carabinieri del Nas figura una fornitura di pomodorini ciliegini utilizzata nel centro cottura di Inzino, collegata a un lotto prodotto da un’azienda della Piana di Gela e ritirato dal mercato il ventitré settembre scorso su disposizione del Ministero della Salute per la presenza di Salmonella. La società Markas, che gestisce il servizio di ristorazione scolastica, ha evidenziato che il prodotto era stato sottoposto alle regolari procedure di lavaggio e sanificazione prima della somministrazione. Gli inquirenti ribadiscono con fermezza che la sola corrispondenza tra la fornitura e il lotto richiamato non costituisce la prova che siano stati i pomodorini a provocare il focolaio: il collegamento resta un passaggio decisivo e tutto da accertare, motivo per cui le verifiche sono state estese ad altri alimenti presenti nei centri cottura.
Sul fronte locale la questione ha mobilitato immediatamente le autorità siciliane per tutelare l’immagine e la sicurezza del comparto agricolo. Nei giorni scorsi, presso il Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Caltanissetta, si è svolto un vertice tecnico a cui hanno preso parte il sindaco di Gela Terenziano Di Stefano e i rappresentanti dei produttori locali. L’incontro ha portato alla costituzione di una task force mirata a definire un protocollo condiviso per intensificare i controlli sull’acqua impiegata nella produzione e sul prodotto finito, scongiurando allarmi generalizzati e ricordando che il provvedimento ministeriale ha riguardato un unico lotto isolato.
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