Porto, la nota della Lega come ponte di pace o benzina sul fuoco?
11 Giu 2026 - politica
Può bastare una nota stampa a riappacificare i rapporti tra l’amministrazione comunale e l’Autorità Portuale?
Non si fermano le polemiche sul Porto Rifugio di Gela. La Lega ha cercato di gettare acqua sul fuoco con un comunicato in cui blinda l’operato del Ministero e dell’Autorità Portuale, parlando di un macro-progetto da quaranta milioni di euro e di un primo stralcio da sei milioni per il dragaggio immediato. In qualche modo è quello che ha chiesto anche il sindaco Terenziano Di Stefano, autorizzare un primo step per l’escavo, dare un segnale chiaro e poi procedere con la costruzione del braccio di ponente. Le parole del Carroccio, però, rischiano di trasformarsi in benzina. Può bastare una nota stampa a riappacificare i rapporti tra l’amministrazione comunale e l’Autorità Portuale? Non secondo il capogruppo di “Una Buona Idea” Giovanni Giudice che ieri, durante il nostro programma di approfondimento “Underground”, ha ribadito la linea della maggioranza. Senza un incontro chiarificatore e un cronoprogramma dettagliato (quello che era stato promesso durante l’ultimo incontro tra le parti avvenuto a dicembre) la linea non cambia: si andrà verso un annullamento dell’accordo che prevede l’impiego di 4 milioni delle compensazioni Eni per i lavori del porto. Di parere opposto la consigliera comunale della Lega Antonella Di Benedetto, ampiamente soddisfatta delle rassicurazioni fornite dal suo partito. Di Benedetto ha frenato le polemiche, ha ribadito la volontà di mediare tra le parti e ha chiarito ancora una volta che che l’assenza in aula dei vertici dell’Autorità Portuale era legata esclusivamente ad altri impegni istituzionali già programmati. Bisognerà attendere le prossime settimane per capire se le distanze tra l’amministrazione e l’Autorità si accorceranno.
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