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Porto, ok della commissione bilancio dell’Ars a 5 milioni di euro. Scuvera: «Cambiamo passo»

6 Ott 2026 - attualità

Nuovo sviluppo per la vertenza infrastrutturale legata al porto rifugio di Gela. La Commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana ha dato il via libera a un emendamento che prevede uno stanziamento di 5 milioni di euro destinati al recupero della funzionalità del bacino portuale. Il provvedimento dovrà ora ricevere l’approvazione definitiva con il voto dell’Aula di Palazzo dei Normanni.Le risorse programmate serviranno a finanziare due interventi strategici: il dragaggio dei fondali e l’allungamento del braccio di ponente. L’intervento normativo è stato promosso dal deputato regionale di Fratelli d’Italia Salvatore Scuvera. «È un risultato che arriva dopo mesi di lavoro, interlocuzioni e confronto istituzionale», ha dichiarato Scuvera. «È un risultato che arriva dopo mesi di lavoro, interlocuzioni e confronto istituzionale», ha dichiarato Scuvera. «Abbiamo scelto di riportare la questione del porto nei luoghi in cui si assumono le decisioni e si programmano le risorse, perché Gela non può più permettersi di considerare la propria portualità una questione irrisolta o un’opera destinata a rimanere sulla carta. Per troppi anni il porto rifugio è rimasto sospeso, nonostante rappresenti un’infrastruttura fondamentale per la città, per la nostra marineria e per le prospettive di sviluppo. Oggi stiamo provando a cambiare passo».

La competenza amministrativa dell’iter dei lavori è incardinata presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, con cui la giunta comunale ha tenuto la scorsa settimana un vertice operativo dopo il parere favorevole emesso dal Provveditorato per le Opere Pubbliche. «È una battaglia di Gela», ha concluso il parlamentare ARS. «Quando si parla di infrastrutture strategiche e di sviluppo del territorio, le appartenenze devono lasciare spazio alla responsabilità. Il nostro obiettivo resta quello di restituire alla città un porto sicuro, fruibile e operativo. Non siamo ancora al traguardo, ma dopo troppi anni di attesa il porto rifugio è tornato ad avere una prospettiva concreta».

Ove confermata dal voto parlamentare, la somma di 5 milioni di euro andrà a integrarsi con i 4 milioni di euro già previsti nell’ambito degli accordi compensativi con Eni per l’escavo e la riqualificazione dell’approdo.