Ragusa, caro carburante: agricoltori e imprese in allarme, chiesto lo stato di crisi
2 Ott 2026 - attualità, cronaca, ultime notizie
Il caro carburante mette sempre più in difficoltà il settore agricolo e le imprese del territorio. A Ragusa, durante la manifestazione di ieri che ha interessato viale delle Americhe, agricoltori e autotrasportatori hanno portato in strada il proprio dissenso chiedendo interventi immediati e, per il comparto agricolo, il riconoscimento dello stato di crisi. A pesare sui bilanci delle aziende non è soltanto il carburante, ma anche l’aumento dell’energia e, più in generale, dei costi necessari per continuare a produrre. A raccontare le difficoltà è uno degli agricoltori presenti alla protesta.
«Noi produciamo cibo e il carburante è passato da 50-60 centesimi a 1,60 euro, con picchi anche di 1,70». Una crescita che, secondo l’agricoltore, rende sempre più difficile sostenere l’attività quotidiana. Da qui la richiesta di un intervento delle istituzioni e del riconoscimento dello stato di crisi. La protesta, però, va oltre il solo comparto agricolo. A intervenire è anche un altro partecipante alla manifestazione, che ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze che gli aumenti stanno avendo sull’intero tessuto economico e sulle famiglie. «Le imprese non riescono più a contenere i costi di produzione», ha spiegato, sottolineando come anche per le famiglie sia diventato sempre più difficile sostenere le spese quotidiane.
Per l’intervistato il caro carburante rischia di rappresentare uno spartiacque e richiede «una risposta concreta e immediata da parte delle istituzioni». La manifestazione di Ragusa si inserisce in una mobilitazione più ampia che negli ultimi giorni ha interessato diverse aree della Sicilia. Nel Ragusano la protesta aveva già coinvolto Donnalucata, con un presidio davanti al mercato ortofrutticolo, mentre altre iniziative si sono svolte a Ponte Olivo, lungo la Gela-Catania, e sulla Palermo-Agrigento. Al centro delle proteste restano il caro carburante e l’aumento dei costi di produzione. Dal mondo agricolo e imprenditoriale arriva quindi una richiesta comune: intervenire rapidamente per contenere costi che, secondo gli operatori, le aziende non sono più in grado di assorbire. La mobilitazione resta aperta e l’attenzione è adesso rivolta alle risposte che arriveranno dalle istituzioni.
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