Randagismo, è ancora allarme: l’urlo di residenti e volontari: «Troppi cani abbandonati vagano senza meta»
14 Ott 2026 - attualità
Ieri sera, in zona stazione, una pattuglia della polizia in sinergia con i volontari di Vita Randagia è intervenuta per ovviare ad una situazione di pericolo determinata dalla presenza di ben tre cani randagi. Un caucaso e due pitbull. Da diversi giorni, i residenti della zona lamentavano preoccupazione per questi trovatelli che si aggiravano tra la zona del tribunale e della stazione.
Una chiamata da parte di una residente della zona ha fatto scattare l’allarme. “Questa notte alle 24, dopo diversi giorni di attesa e apprensione, ho segnalato la presenza di diversi cani, nella zona del tribunale. Una situazione che va avanti da giorni, che rende necessario l’intervento delle istituzioni, il randagismo sta aumentando notevolmente.” Racconta la residente Rossella Petta. Una nottata, quella trascorsa, nel tentativo di accalappiarli per liberarli dalla strada, grazie anche al contributo della struttura “Ri.ca.ra”. Due sono stati recuperati, uno è riuscito a scappare. Alcuni di loro presentavano collare e microchip.
In mancanza di risposte e aiuti, i volontari di Vita Randagia hanno deciso di lanciare un appello al sindaco. Da anni, l’Odv Vita Randagia rappresenta un’importante risorsa sul territorio, sempre presente per qualsiasi situazione di pericolo. “Vogliamo essere un aiuto per la città ma deve esserci un dialogo costante, basta con riunioni promesse, mai realizzate.” Lamentano i volontari di Vita Randagia.
La stessa Giulia Cassaro, presidente dell’associazione di volontariato decide di rivolgersi direttamente al sindaco, Terenziano di Stefano, con una lettera. Di seguito, un estratto.
“Caro Sindaco,
a scrivere siamo noi, i volontari dell’associazione V.I.T.A. RANDAGIA ODV di Gela. Quelli scomodi, quelli che sollevano sempre il problema del randagismo. Quelli che, a quanto pare, ricordano continuamente una realtà che molti preferirebbero non vedere.
Da anni mettiamo da parte ogni cosa a noi cara: la famiglia, gli amici, il lavoro, gli hobby, il tempo libero, persino noi stessi. Da anni rimandiamo la nostra vita, convincendoci che ci sarà un momento per riprendercela, quando magari le cose andranno meglio, quando ci saranno meno emergenze, quando finalmente qualcuno si assumerà le proprie responsabilità. Ma quel momento non arriva mai.
Da anni mettiamo il nostro cuore e il nostro cervello a dura prova. Vivere ogni singolo giorno a contatto con la sofferenza non è semplice, soprattutto quando si ha la consapevolezza di essere soli, inascoltati ed emarginati. Quando si ha la sensazione di combattere una battaglia che dovrebbe appartenere a un’intera comunità, ma che finisce per pesare quasi esclusivamente sulle spalle di pochi.
Quando ci troviamo davanti a un cane o a un gatto gravemente ferito, inizia una corsa contro il tempo. In quei momenti non esistono orari, impegni, stanchezza o problemi personali. Esiste soltanto una vita che sta soffrendo e la paura terribile di arrivare troppo tardi.
Vorremmo sempre riuscire a fare tutto in autonomia, senza arrecare fastidio a nessuno, senza dover chiedere continuamente aiuto. Ma portare a casa un animale non è sempre possibile, perché spesso non è compatibile con quelli che già accudiamo. Curarlo non è sempre possibile, perché le poche donazioni che riceviamo non bastano a coprire le migliaia di euro che spendiamo ogni anno per cercare di dare il nostro contributo a una città che, sul fronte del randagismo, è ormai al collasso. E così finiamo per fare i conti con una domanda che ci accompagna ogni giorno: come si fa a salvare tutti quando non si hanno i mezzi per farlo?
…. La nostra speranza, oggi, è che qualcuno scelga finalmente di ascoltarci non quando saremo di nuovo pronti a correre per un animale ferito, ma adesso, mentre siamo noi a essere feriti dalla stanchezza, dalla solitudine e dall’indifferenza.
Perché a volte, Sindaco, anche chi salva ha bisogno di essere salvato.
E noi, oggi, vi stiamo chiedendo proprio questo.
Non lasciateci soli. Non lasciate soli loro.”
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