Sanità, pioggia di reazioni politiche dopo lo stop del Tar all’ordinanza del sindaco sul personale
9 Ott 2026 - politica

Stoppata dal TAR l’ordinanza urgente firmata nelle scorse settimane dal sindaco Terenziano Di Stefano. Il provvedimento imponeva all’Azienda Sanitaria Provinciale di inviare immediatamente nuovo personale per rafforzare il pronto soccorso e gli altri reparti in sofferenza dell’ospedale Vittorio Emanuele.
I giudici del TAR di Palermo hanno accolto il ricorso dell’Asp, spiegando che l’ordinanza del primo cittadino non indicava misure pratiche e concrete, ma chiedeva genericamente interventi amministrativi. Secondo il Tribunale, un atto simile rischia di intralciare la normale programmazione dei servizi sanitari su tutta la provincia. Il Comune di Gela non si è ancora costituito in questo primo passaggio, mentre la discussione nel merito del ricorso è stata fissata per il mese di novembre.
La decisione del TAR di Palermo di sospendere in fase cautelare l’ordinanza del sindaco Terenziano Di Stefano – che imponeva all’Asp di Caltanissetta l’invio immediato di personale per l’ospedale «Vittorio Emanuele» – ha innescato una dura contrapposizione tra amministrazione comunale e forze di opposizione.
Il primo cittadino ha chiarito che la partita legale non è affatto conclusa e che il Comune si costituirà regolarmente nel giudizio di merito fissato per il prossimo 3 novembre.
«Il TAR sospende gli effetti della mia ordinanza ma non la revoca né dispone un annullamento. Nel decreto gli stessi giudici parlano della carenza di medici e già questo è un primo passo. Nel giudizio di merito presenteremo una dettagliata relazione sullo stato attuale del nostro ospedale in piena emergenza, le quattordicimila firme raccolte e le delibere Asp che non hanno portato alcun incremento di personale. Riconosco che il sindaco non può dettare le misure gestionali dell’Azienda, ma l’emergenza del nostro nosocomio resta irrisolta e l’Asp continua a essere inadempiente».
Critica la posizione del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Pierpaolo Grisanti, che addebita alla giunta una mancanza di approfondimento contabile e amministrativo sulle competenze dell’ente:
«Un’altra cantonata. L’ordinanza in materia di salute, tanto celebrata e pubblicizzata, è stata sospesa dal TAR in fase cautelare. Avevamo sollevato per tempo i dubbi sulla legittimità del provvedimento. Prima di fare propaganda sarebbe stato utile verificare gli atti: amministrare Gela è una cosa seria e Palazzo di Città non può essere gestito come uno stand gastronomico».
Anche la rappresentanza azzurra, con il segretario cittadino Vincenzo Cirignotta e il capogruppo consiliare Antonino Biundo, contesta l’approccio dell’amministrazione, pur premettendo che la tutela dell’ospedale resta una priorità comune:
«Nessuno mette in discussione la necessità di rafforzare gli organici, battaglia che sosteniamo da sempre. Ma una cosa è rivendicare con determinazione più medici, altra cosa è pretendere di intervenire direttamente nell’organizzazione dell’Azienda Sanitaria sostituendosi alle sue competenze. Sorprende che il sindaco rappresenti la vicenda come una contrapposizione tra chi difende la sanità e chi no. Serve responsabilità istituzionale, non scontri permanenti: continueremo a fare la nostra parte insieme alla deputazione regionale e all’Asp affinché gli impegni si traducano in risultati tangibili, al di là degli slogan e della visibilità mediatica».
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